Gli occhi di chi arriva in America

L’anno scorso, di questi tempi, io e Mr Liv’ stavamo preparando le valigie per New York. Sento ancora l’adrenalina. La magia che precede il viaggio. Ed il nostro viaggio verso la città dei sogni, la città che non dorme mai, iniziava, nella mia testa e nei miei sogni, così:

Times Square

Penso alle valigie di cartone di chi lasciava tutto e niente alla ricerca di qualcosa.
All’abbraccio forte di una madre, di una moglie, di un figlio.
Ad un “buona fortuna” ed un “torna presto”.
L’AMERICA.
Il nuovo mondo.
Una possibilità.
Andare in America, per trovare l’America.
L’America è un sogno nel bagaglio della vita di chi è tornato. È nostalgia per chi ci è rimasto.
L’America è un tuffo in oceano aperto. È l’orizzonte valicabile dei nostri limiti.
Ogni viaggio è ricchezza. E’ introspezione. È sogno. È meraviglia.
L’America sono le nostre conquiste, i nostri sogni che prendono forma. La nostra sete di sapere, la nostra voglia di fare. L’America sono cassetti spalancati, come gli occhi di chi arriva in America.

Un giorno, a Brooklyn, la luna

Brooklyn Bridge

Ricordi del mio diario di bordo:

Sono le 05:21. Stavo sognando. Un frullato di tutte le strade che abbiamo percorso in questi giorni, delle storie che abbiamo ascoltato. Nel sogno la freneticità del tempo era scandita da un accento calabrese americanizzato. Ieri siamo stati a Brooklyn. Abbiamo camminato tutto il giorno. Abbiamo pranzato con una coppia calabro-americana. “La nostra famiglia è qui dal 1967, da quando i miei genitori decisero di lasciare una Calabria senza opportunità che non ci dava speranze. Che dice ora la Calabria ? Come si vive ? Ce la faremo prima o poi a farci davvero valere”? Abbiamo conosciuto molti dei loro amici. Chi di Reggio Calabria, chi di Vibo Valentia. Sorrisi pieni di nostalgia, di ricordi in bianco e nero. Ma di un’accoglienza tutta Calabra: “from where exactly veniti da Calabbria ? Volete una tazza di coffee ?” E poi la metro piena di storie di tutte le nazionalità. Di gente che ho sicuro già incontrato in qualche altro sogno di film americano. Forse l’America è anche questo. Un ponte di storie infinite, da percorrere, all’infinito.

Brooklyn Bridge

Food and markets, che passione

Io e Mr Liv’ siamo pazzi per i tour gastronomici. Sono mete puntuali dei nostri viaggi. Così come i mercati. Ti propongono autenticità, tipicità e ti catapultano in una quotidianità reale che affascina e racconta.

* Chealsea Market

Il Chealsea Market è un mercato coperto che si trova sulla 9th avenue tra la 15th e la 16th street. Ex fabbrica dei biscotti Oreo. Mi è piaciuto un sacco. Per il suo stile e per la proposta che offre. Cibo di qualità, come il pesce fresco che puoi acquistare o consumare accomodandoti. Da non perdere il panino con l’aragosta, il LOBSTER ROLL ! La scelta gastronomica varia dalla carne, alla pasta (quella fresca fatta in casa dal nostro amico Giovanni Rana 😁), alle insalatone, ai dolci e alle bevande. Ideale per spuntini veloci o per pasti salutari. Otre alla gastronomia troverete tanti negozietti per il vostro shopping.

Tè matcha versione smoothie, con l’aggiunta di latte e ghiaccio (per tutti gli amanti, come me, dell’abbinamento latte-tè). Il tè matcha è il tè giapponese per eccellenza utilizzato nella cerimonia del tè giapponese da oltre 900 anni. Per i monaci buddisti è un vero e proprio elisir 🎎. L’avete mai assaggiato ? Potete sostituire il latte vaccino con del latte vegetale di soia, riso, farro, avena o kamut 🍥😄.

* Meatpacking District

Il Meatpacking District è un piccolo quartiere di Manhattan, una volta soprannominato la macelleria di New York a causa della presenza di diversi stabilimenti di lavorazione della carne. Oggi è conosciuto anche come Gansevoort Market. Vicino al Chealsea Market,  propone una gastromomia “international” in un’atmosfera “fashion” e “relaxing” dall’ambientazione “industrial” 😄🌟🍽.

* Greenmarket

Una piacevolissima  e profumata passeggiata a Union Square tra le bancarelle di frutta e verdura. Meta ambita dalle nonne newyorkesi a spasso con i nipotini e dagli amanti del cibo sano e biologico 💚.
A chi piace il profumo di lavanda ? 🌿
Da  Greenmarket ci suggeriscono di appendere il mazzetto fresco a testa in giù e lasciarlo essiccare per una casa super profumata. Un pò come facciamo con il nostro origano calabrese 😄.

* The Spotted Pig

Paninazzo da The Spotted Pig servito con una nuvola di patate croccanti aromatizzate all’aglio e rosmarino. Abbiamo letto che secondo alcuni si tratta del migliore hamburger di NY. Si trova all’angolo del Greenwich Street e W11th. Il locale è un gastropub con una stella Michelin guidata dallo chef inglese April Bloomfield.
* The Dutch

Da The Dutch (131 Sullivan St.) ogni piatto è una bomboniera 🤣.
Atmosfera rustic-chic 💫.
Hot chicken per me, Steak + kimichi fried rice per Mr Liv’.

* Sarabeth’s

E Dulcis in fundo, quei sofficissimi e profumatissimi pancakes da Sarabeth’s, affogati in un mare di sciroppo d’acero e fragole  ❤🍭. Li sogno ancora oggi 😍  !!

Enjoy your trip, enjoy your life 🗽💟 !!

 

 

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