Congratulazioni, è una bambolina dai capelli rossi e gli occhi verdi.
Mi ero guadagnata così un posto su un piedistallo.
Si aspettano tutti le viste più belle dai piani alti, ci si aspetta dei gran numeri. Pose, piroettes, inchini. Agli occhi di tutti, i piedistalli sono pronti per andare in scena ma ancora incapaci di leggersi dentro. Il merletto di pizzo del colletto mi piace, mi ricorda Parigi. Le foto in posa però, no. Mi piace il giubbino in jeans nero con dentro la lana, il cappotto rosso no. Non mi piace cantare allo Zecchino, mi piace cantare canzoncine alla finestra. Non mi piacciono le grandi marche, mi piacciono le felpe bianche per andare al campo. Non mi piacciono i temi ma mi piace scrivere. Non mi piacciono i primi banchi, mi sento di accomodarmi in fondo. Mi piace Amélie Poulain ed anche Bergson, Platone ed il mito della caverna. Agli esami ho fatto una figuraccia per colpa del logaritmo neperiano di x. Cos’era? Una cosa che si mangia? Mi piacciono le lettere, scrivo fino in Francia. Non mi piace sorridere a chi ha qualcosa da nascondere. Mi piace la musica ma non amo la pista. A guardie e ladri sono la più stacanovista. Non ho amici perché non ho avuto il coraggio di presentarmi. Mi guardano, mi idealizzano, conoscono il mio nome ma non il mio cuore. Osservo tutto, una volta la mia mente era un computer. Poi ho smesso di guardare l’orologio perché non volevo essere cronofobica. Esiste questa parola ? Mi piace inventare parole, le trascrivo a penna, sono un’amanuense. Mi piace il mare ma non sopporto il caldo. Parlo con le onde, loro sì che sanno mantenere i segreti. Mi scricchiolano le gambe quando devo andare a tagliare i capelli, ne ho troppi, mi fanno sentire in colpa. Mi scuso se ho troppi capelli. Mi scuso se non sono riuscita a salvare l’amore. Mi scuso se non ti ho lasciata danzare. Mi scuso se ti ho vista soffrire. Credevo che la magia potesse tutto lenire. Mi scuso se non l’ho capito in tempo. Se ho avuto paura. Se finalmente lo specchio restituisce il mio vero riflesso. Mi scuso se non ero abbastanza. O se ero troppo. Mi scuso se la sfilata è saltata, se mi hanno beccata. Mi scuso se ho pianto, se piango troppo. Ci provo, mi impongo transenne, tutto straripa. Piango, piango, piango, ma cosa ti piangi ? La ragazza è debole. O sarà che la mia voce è forte ? Ci si aspetta dei gran numeri dai piedistalli. Quando si apre il sipario, tentenno. Mi hanno fatto i boccoli, io mi stiro le punte. La ragazza parla in prosa, vende pietre colorate, mandatela a danza. Ti serve la tecnica, fatemi improvvisare che la bellezza la vedo comunque, fidatevi, lasciatemi fare. Bella che balla non si può fare. Intanto dall’alto è tutto un tremare. Rido, però. Mi sto simpatica. C’è una voce che mi tiene il gioco, è vera o l’ho immaginata ? Mi segue, mi ascolta, si fa sentire. Sul piedistallo inizio a stare scomoda, la voce inizia ad urlare. Sei bella, sei bella non è questo il punto. Non hai immaginato niente, è la mente che mente. Sei bella, sei bella, un’eco lontana. Silenzio le voci e mi sento vicina. Scendi, è tempo, non avere paura. Scendi dal piedistallo, cretina. Quello che tu vedi mi dice di te. Scusa, ma non mi scuso, ho smesso. Non mi scuso se esisto. Unica, mi rispecchia di più. Come unico sei anche tu. Dammi la mano, ti aiuto a scendere, ti ho vista. Non avere paura, canta, scrivi, sogna, sii te stessa.




Una delle cose che mi piace di più delle feste sono le tavole imbandite. Mi trasmettono un’armonia ed una felicità che non vi so spiegare. Magia per il palato e per gli occhi, il ‘tutti a tavola’ è un appuntamento speciale. Questa è la tavola del giorno dell’Immacolata che abbiamo trascorso a casa nostra ☺🎄✨.






Al prossimo anno 💝🍒


Ed è proprio quando lui si addormenta che già ti manca. E rimani a guardarlo mentre, inaspettatamente, ti regala il più dolce dei sorrisi 💘.




